martedì 17 febbraio 2009

Sardegna: la mentalità del suddito.

“I sardi hanno deciso diversamente. Ho cercato di portare avanti un modello di sviluppo differente, ma non e' stato capito".
Renato Soru

Con la sconfitta di Renato Soru la Sardegna ha perso una grande occasione.
Quelli che seguono sono alcuni dei tanti commenti che si possono leggere nel suo sito.
Le risposte a tutti i miei dubbi si trovano nelle parole dei delusi.
Io, purtroppo, di parole non ne ho più.

“Sono nata e vivo a Torino da genitori sardi. Ho sempre seguito le vicende politiche dell'isola. Devo ammettere che la sua scorsa elezione mi ha sorpreso. Purtroppo la mentalità di molti sardi è rimasta indietro nel tempo. Solo di una cosa sono "fieri" il non riconoscimento e rispetto dello stato, quello vero, quello giusto, il trasgredire alle regole di normale civiltà nel rispetto di se stessi e degli altri. Sono rimasti al banditismo. Caro Soru tutto il suo bellissimo lavoro è stato affidato a mani ingrate che non vogliono capire. Vorrei solo darle un consiglio: se ancora, dopo questa delusione, vorrà "lavorare" per l'isola "scolarizzi" la maggioranza degli aventi diritto al voto facendo capire la differenza tra interesse loro e quello di chi li "raggira"

“Da oggi… scopriamo una cosa nuova....scopriamo che la maggior parte di noi sardi ha un sogno...ed è quello di diventare camerieri negli alberghi o nei villaggi turistici... nelle spiagge cementificate... con contrattini precari.. sfruttati e mal pagati.Questo è il prezzo per far divertire i turisti."Bella ambizione".

“ennesima prova di autodistruzione di un popolo abituato al servilismo.
E che non capisce cosa sia l'amore per la propria terra. non molliamo.”

“Io non abito in Sardegna. Non conosco nulla di questa regione. Non ci sono mai neanche stato. Ma ho seguito la campagna elettorale con molta partecipazione. Io vedo in Renato Soru tutto quello che vorrei in un leader della sinistra. La serietà fino quasi all'asprezza. L'etica. Gli ideali. La chiarezza.
Sapevo come sarebbe andata a finire anche se un po' ho sperato. Che si potesse mettere un argine allo strapotere dell'immagine sulla sostanza. ma non è stato così.”

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