venerdì 22 novembre 2013

Gipi al Circolo dei Lettori



Lo scorso mercoledì  il Genio della Lampada deve essersi impietosito ed ha pensato di esaudire uno dei miei numerosissimi desideri.
Non capita spesso quindi sono tuttora sorpresa.
Al Circolo dei Lettori di Torino si svolgeva la presentazione di  unastoria, il nuovo ed atteso libro illustrato di Gipi.
E dopo circa cinque anni di clausura serale ho pensato che non potevo mancare.
Alle 19.30 ho chiuso  la serranda del negozio e mi sono diretta verso via Lagrange: pizza solitaria e poi via Bogino.
Nella borsa una copia del libro.
Sala gremita,  posti in piedi e sostenitori di tutte le età, a partire da una  bimba di soli 10 anni dalle idee molto chiare.
Gipi ha fatto il suo ingresso (presentato in maniera irriverente ed ironica da Paolo Virzì) insieme a Matteo Caccia, autore abile e delicato che stimo particolarmente.
Dell'intervista non dirò nulla, per pudore, incapacità ed egoismo.
Sono stata colpita da ogni singola frase.
Pensieri e concetti  per me impossibili da descrivere, non ho la giusta sensibilità, la capacità espressiva, il sarcasmo e la stessa forza di linguaggio.
Insomma, farei uno scempio.
Le sue parole, tra una risata e l'altra,  hanno avuto su di me l'antico effetto del guanto di sfida sul volto, gentile ma pur sempre una manata!
Ho scoperto di avere un passato molto simile a quello del mio illustratore preferito, con la differenza che lui è riuscito ha darsi delle risposte concrete, io no.
O perlomeno non a tutti i quesiti.
Certo, lui possiede il genio e questo non è il mio caso ma la serata di mercoledì  è stata più utile di 2 anni di analisi!
Non tocco una matita da circa 10 anni, tra me ed un foglio di carta Schoeller  si è creata una voragine insanabile.
Sono ormai una spettatrice: spio e pubblico sul  blog il lavoro altrui.
E mentre sprofondavo nella sedia, ascoltavo, ridevo e pensavo:
...potrei tirargli il libro ma ho una pessima mira...!
Oppure:
...sembra un dialogo tra me e mio marito: stesso accento, stesse orecchie, stessa barba, stessa magrezza, stesso modo di parlare e stesso tono ironico...
A fine serata, visto che non ho più l'età per avere miti, ho idealmente trasformato l'intervista di Gipi in un colloquio a due  con l'artista, come se un amico di vecchia data fosse venuto a trovarmi.  
Seduto sul divano, tra un bicchiere di vino, una risata, un ricordo triste e molte cazzate.

P.S. Il libro non l'ho tirato, ho optato per l'autografo. 






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