martedì 30 settembre 2014

Lost and found •

Braccata, catturata e infine coinvolta.
La lunga serie di catene che imperversano sui social (uno solo, Facebook) mi ha colpita ed affondata.
Richieste infinite di liste: artisti, libri, dischi, stilisti, illustratori, ecc... 
I miei preferiti.
Dieci, solo dieci per ogni singola lista.
Troppo pochi.
Mi sono dunque concentrata (mai termine è stato più appropriato) sulle liste più comuni, quelle riguardanti i gusti musicali ed i libri.
Ed il risultato è questo.
Charles Bukowski
• Alta fedeltà - Nick Hornby (+ tutto Nick Hornby)
• Follie di Brooklyn - Paul Auster (+ tutto Paul Auster)
• La versione di Barney -  Mordecai Richler
• Post Office - Charles Bukowski (+ tutto Bukowski)
• Il fuggiasco - Massimo Carlotto (+ tutto Carlotto)
• Il piccione - Patrick Süskind
• Satori - Don Winslow (+ tutto  Winslow)
• L'inverno di Frankie Machine - Don Winslow (+ tutto  Winslow)
• Il ritorno delle gru (Shibumi) - Trevanian
• Norvegian Wood  (Tokyo Blues) -  Haruki Murakami (+ tutto Murakami)
• Chiedi alla polvere - John Fante (+ tutto Fante)
• Il Budda delle periferie - Hanif Kureishi (+ tutto  Kureishi)
• 1984 - George Horwell
• Push - Sapphire

E tanti, tantissimi altri.

Per quanto riguarda la musica tutto si complica.
Ho dei gusti schizofrenici, sono capace di alternare l'Opera con i The Prodigy.
Di conseguenza segnerò solo i nomi di chi amo ascoltare con frequenza, se possibile...
                                       
Thom Yorke
• Depeche Mode
• David Bowie
• The National
• Radiohead & Thom Yorke
• Vinicio Capossela
• R.E.M.
• The Smiths &  Morrissey
• Björk
• Antony and The Johnsons
• John Talabot
• Talking Heads & David Byrne
• Massive Attack
• Four Tet

E tanti, tanti, tanti altri.
Ora basta, sono sfinita.


venerdì 19 settembre 2014

Non ci sono



Ho lavorato per 15 anni in una redazione di moda e ne sono uscita con grande eleganza ( del resto un fanculo non si nega a nessuno).
Ho 46 anni, poca pazienza, parlo e scrivo solo di cose che mi piacciono.
Non faccio marchette pubblicitarie (anche se in passato qualcuna l'ho fatta), non sono diplomatica e lavoro solo se pagata.
Quindi sono fuori.
Fuori dal mondo.
Perlomeno da questo: appartengo proprio ad un'altra epoca!
Mai fatto uno stage, neanche quando a 14 anni ho deciso di lavorare durante il mese di luglio come assistente, o meglio muratore, di un archeologo tedesco presso i Fori Imperiali di Roma.
Il mio primo lavoro.
Venivo pagata 3000 lire l'ora.
Con queste premesse reinventarsi oggi, nel 2014, potrebbe sembrare praticamente impossibile.
Invece no, si pate, ci si scontra con tutti ma si diventa treni in discesa (o in salita, dipende).
Alla ricerca della meta perfetta, il luogo perfetto, l'ambiente perfetto, la gente perfetta, il cibo perfetto, ecc...
Che noia.